8 MARZO. Donne che costruiscono il futuro


Da Natalia Latis - Milano       A partire dall’8 marzo, Giornata Internazionale della Donna, Pressenza pubblicherà una serie di video-interviste dal titolo “Donne che costruiscono il futuro. Verso una cultura nonviolenta”.

Inizieremo la serie con l’indiana Vandana Shiva e continueremo dando voce e spazio a donne di tutto il mondo.  Alcune sono conosciute e altre no, ma tutte lavorano nella loro vita quotidiana e con il loro attivismo per costruire un futuro che metta al centro la vita, quella delle persone, ma anche la vita dell’ambiente in cui abitiamo e con il quale formiamo un insieme indissolubile, che trasformiamo e che ci influenza in un’interazione incessante.

Sono donne impegnate nella direzione della vita, mosse dalla ribellione contro lo stabilito. Denunciano un sistema violento, basato sul potere di alcuni esseri umani su altri, sulla negazione dell’umanità della maggioranza della popolazione e sull’eliminazione della vita in tutte le sue forme e allo stesso tempo costruiscono insieme ad altri le basi del futuro nonviolento a cui tutti aspiriamo.

Molte si definiscono femministe, altre non parlano da quel punto di vista, ma tutte sviluppano il femminile, si prendono cura di se stesse e di chi sta loro vicino, incoraggiando gli altri e tessendo reti.

Sono donne che non vogliono rinunciare ai loro diritti, che rivendicano le loro cause, i loro corpi e le loro relazioni allo stesso modo del loro credo o della loro spiritualità, che vogliono essere complete e libere.

Condivideremo le interviste in formato video nelle prossime settimane. Saranno pubblicate in diverse lingue nella misura in cui il nostro impegno di volontari ce lo permetterà. Avremmo voluto un maggiore equilibrio, con più donne africane o asiatiche, ma per ora non è stato possibile. Continueremo a provarci.

Questo progetto è stato sviluppato da donne (intervistate, intervistatrici, interpreti, disegnatrici, produttrici, registe), con il fantastico appoggio di uomini che si sono messi al servizio dell’iniziativa.  Abbiamo iniziato con l’idea di intervistare una donna per continente a partire dall’8 marzo, Giornata Internazionale della Donna, ma man mano che veniva condivisa l’idea cresceva come un albero in primavera, come un gioco in cui colleghe e amiche si entusiasmavano e aggiungevano altre donne da intervistare. E’ un esercizio che ci ha costretto a cambiare ruolo, facendo e ricevendo domande, imparando e insegnando, costruendo ponti e creando nuove reti per crescere nell’intelligenza collettiva.

Sappiamo che potremmo mostrare ogni giorno per molti anni donne che costruiscono il futuro dalla nonviolenza, ma per cominciare condivideremo la storia di alcune di loro.

In questa pratica stiamo ampliando le nostre teste, i nostri cuori e i nostri sguardi. Costruiamo relazioni, ci sosteniamo, impariamo le une dalle altre e ci ispiriamo a vicenda… Insomma, questo progetto ci sta permettendo di costruire quel futuro nonviolento a cui aspiriamo.

Ci sentiamo molto grate, mentre continuiamo a impegnarci a favore della vita.

Questo il link per seguire: https://www.pressenza.com/it/2021/03/donne-che-costruiscono-il-futuro-verso-una-cultura-nonviolenta/

16° PREMIO FABRIZI edizione web e tv

 

 

 16° PREMIO FABRIZI edizione web e tv

 

 

Il teatro trasformato in set televisivo. Maurizio Blasi, conduttore della serata, che con la sua proverbiale empatica professionalità, ha saputo tenere incollati allo schermo i tantissimi, quasi inaspettati, utenti facebook che hanno seguito la diretta, 838 la sola E'Tv, e rivisto la cerimonia sulle reti di Marche, Umbria, Abruzzo e Liguria di questo circuito televisivo. E gli emeriti, tutti collegati online ad eccezione di Carlo Latini, fisicamente in sala in rappresentanza del gruppo fondatore de Il Manifesto, non hanno disatteso le aspettative per un’edizione di qualità e di commozione. Ancora una volta l’ANPI e il Premio Nazionale Fabrizi hanno dimostrato che è ancora possibile parlare di Politica, quella dei grandi ideali, quella che può e deve fornire una prospettiva, una visione di futuro all’intero Paese, una politica con lo sguardo dritto al futuro e la memoria nel cuore e nella mente. Accorato è stato l’appello di Elly Schlein, Vice Presidente della Regione Emilia Romagna, affinché si trovino gli elementi normativi adeguati per combattere i fascismi di ieri e di oggi, atteggiamenti e pensieri che necessitano di trovare un nemico al giorno per poter sopravvivere, perché esistono sempre delle minoranze che possono essere additate come la causa dei mali di questa nazione: immigrati, donne emancipate, comunità lgbt, etc. Questo non può bastare perché non ci può essere solo repressione in un ordinamento democratico dotata di una Costituzione laica e antifascista come la nostra: occorre una battaglia culturale che deve iniziare dalle scuole con l’insegnamento del rispetto delle differenze» – ricorda l’on. Schlein – e cita i casi dell’uccisione di Willy Monteiro e di Maria Paola Gaglione. Massimo Ghini ha invece mostrato orgogliosamente i documenti della Cri, della Presidenza del Consiglio e del Corpo Volontari della Libertà che riconoscono lo status di partigiano e deportato al padre Leonardo, giovane studente entrato nella Resistenza ma poi catturato e deportato a Mauthausen. «Occorre far vivere l’eredità del passato» è il messaggio del notissimo attore «formulando un progetto per il futuro. La risposta al neofascismo oggi deve essere quella di intercettare per tempo il malessere della società ritrovando la capacità di poter parlare con tutte le persone, a tutti i livelli, cercando di usare l’intelligenza, la cultura, la capacità dell’emozione». La capacità critica fu un tratto che distinse l’intera esistenza di Rossana Rossanda ricorda il suo collaboratore Carlo Latini, oggi alla guida dell’Istituto Gramsci Marche, ma una donna, e forse questo è il lascito più prezioso, che sapeva essere autonoma ma al tempo stesso sentirsi parte di un gruppo che era in grado di valorizzare. Siamo sicuri che di questa edizione rimarrà poi la commozione di Margherita Fenoglio che ha conosciuto il padre Beppe solamente attraverso i racconti delle altre persone poiché lo scrittore albese morì quando lei aveva solamente due anni ma la sua ferma volontà di trasmettere il messaggio e gli ideali del padre le fanno ricordare le tante vite di giovani spezzate e sacrificate per la libertà e la democrazia di questo Paese. Tra quelle vite spezzate non c’erano solamente partigiane e partigiani, militari, preti, deportati ma soprattutto ci sono le popolazioni civili che hanno subito sulla propria pelle la violenza, la distruzione e la barbarie dell’occupazione nazifascista. Ed è toccato al professore Paolo Pezzino ricordare che non furono solo i nazisti ma anche i fascisti a massacrare e compiere i 25.000 efferati eccidi ai danni di tantissimi italiane e italiani che non avevano alcuna colpa se non quella di essere vittime di rappresaglie ed azioni dimostrative di forza.
Non per retorica ma anche quest’anno il Premio Fabrizi non ha deluso le aspettative, a partire da quelle dell'ANPI
Nazionale, Provinciale e della sezione di Osimo.
Pur con qualche problema di comunicazione risolto nel corso della manifestazione grazie ai tecnici di E'TV,
la prova delle dirette contemporanee in Skype sono state premiate con numerosi contatti, sui social (838 solo su
Etv social), e dagli ascolti tv.
Si può sempre fare meglio ma di certo ma la qualità dei personaggi che calcano il teatro di Osimo da sedici anni
a questa parte, cosa questa di non poco conto come ha evidenziato il conduttore della cerimonia Maurizio Blasi, è sempre alta alla pari di un premio che ha raggiunto lidi un tempo impensabili essendo l'unico manifestazione del genere
dell'ANPI nazionale; e ci riempie di soddisfazione il fatto che una tale cerimonia sia dedicata ad un antifascista osimano e che
viene svolta in questa citta, la città del trattato di pace con cui si è chiusa un'epoca.
Questo dovrebbe invogliare la stessa città a dare sempre di più ad una manifestazione che inorgoglisce la città e che le darà visibilità per alcuni giorni in diverse regioni italiane grazie alle repliche di ETV, cui rivolgiamo il ringraziamento come a osimoweb, a Bruno Severini ed agli altri che hanno rilanciato via social l'evento.
L'ANPI pure ringrazia la vice sindaco Andreoni per la disponibilità e con lei l'intera amministrazione nella certezza che l'impegno in questa riuscita manifestazione sarà sempre maggiore.
Da ultimo ma non ultimo, gli organizzatori ringraziano un grande professionista del giornalismo e della comunicazione in genere qual'è Maurizio Blasi, il cui contributo non può che migliorare la qualità del Premio Nazionale ANPI Fabrizi ed al quale rivolgiamo di cuore un arrivederci.

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