L'ANPI di Osimo, appresa la ferale notizia della scomparsa del compagno Presidente nonché conterraneo AVV. Carlo Smuraglia, ne ricorda l'alta figura di uomo, di partigiano, di presidente della nostra associazione. All'ANPI e prima ancora alla famiglia giungano le nostre più sentite condoglianze.

 

 Il ricordo

 Ho avuto la fortuna di conoscere personalmente Carlo Smuraglia. Era l'ottobre del 2013 quando assieme ad una quarantina di giovani iscritti ANPI, provenienti da tutta Italia, fummo scelti per una tre giorni di formazione in uno dei luoghi simbolo della repressione fascista: Ventotene. L'iniziativa fu fortemente voluta dal Presidente Smuraglia che accompagnò noi giovani, non solo fisicamente, alle radici dell'antifascismo affinchè potessimo, con ancor maggiore consapevolezza, diventare le nuove braccia che avrebbero dovuto sorreggere e custodire la gloriosa storia, l'autorevolezza e la moralità della nostra associazione. Il Presidente Smuraglia in quei tre giorni non smise mai di dialogare con noi (non scorderemo facilmente l'appassionata discussione sulla qualità della politica che facemmo sul traghetto di ritorno), conscio che avremmo rappresentato il futuro dell'antifascismo: ebbene molti di noi oggi ricoprono importanti ruoli dirigenziali all'interno dell'associazione e senza dubbio l'esperienza di Ventotene, quel poter toccare da vicino la Storia, perchè questo il partigiano Smuraglia rappresenta, è stata una tappa fondamentale della nostra formazione.

Niccolò Duranti 

ADDIO COMANDANTE MILLO

 
 
 

 
ADDIO COMANDANTE MILLO!
 
 
 
 
"La medaglia d'argento al valor militare me l'hanno data per la liberazione di Osimo perché la città è stata liberata dai partigiani mentre tutte le altre erano state sgombrate dai tedeschi. Osimo invece l'abbiamo conquistata. Questa medaglia d'argento l'hanno data a me ma è un riconoscimento per tutta la formazione che combatté sul territorio osimano: era il 6 luglio 1944 ". Appuntata al petto la medaglia, Paolo Orlandini raccontava così, orgogliosamente, la sua gioventù spesa per riaffermare la libertà di questo Paese alle telecamere di Rai Tre, intervistato da Gad Lerner, lo scorso anno, per il 75° della Liberazione, la sua storia da Comandante Millo.
Paolo era molto legato alla nostra città, si sentiva osimano d'adozione, perché qui aveva i parenti materni, perché Osimo fu tappa cruciale per la sua esperienza partigiana, iniziata il 16 ottobre 1943 tra Ancona, Cingoli e Frontale, prima di unirsi al CIL divisione Cremona. Nella Brigata Basso Musone, che comandava, appena ventenne, affiancato da compagni con il quale rimase legato tutta la vita, combatté anche la sua futura moglie Zeffira: la sua famiglia pagò un doloroso tributo con la morte del cognato Marcello Espinosa, caduto nello scontro a fuoco con un milite tedesco alle Casette di Rinaldo il 22 giugno 1944.
Avremmo avuto tanto da chiedere a Paolo perché Paolo aveva ancora molte cose da dire, informazioni su documenti che ancora spuntano da chi li ha sin ora custoditi e adesso resi pubblici. Fino all'ultimo ha sempre mantenuto alta la bandiera della memoria. Lucidi e dettagliati i ricordi di quanto avvenne in quei giorni. Quando Paolo interveniva alle celebrazioni o alle riunioni dell'ANPI non era mai scontato perché univa alla rievocazione delle vicende partigiane accorati moniti in difesa della libertà, della democrazia, della legalità. Per questa ragione non aveva timore a dichiarare pubblicamente che lui i fascisti non li avrebbe mai perdonati, per avergli rubato la gioventù, per averlo reso "cattivo", sosteneva ancora, in quell'intervista a Gad Lerner, che lui avrebbe rispettato i morti dell'altra parte a patto che anche i simpatizzanti del fascismo avessero avuto rispetto per i nostri caduti ma questo non significherà mai confondere le due parti perché c'era una parte giusta e una sbagliata. E lui era ben consapevole di essere stato dalla parte giusta della storia. Ora caro Paolo ti rendiamo il giusto tributo, per una vita fatta di passione politica e di testimonianza, raccoglieremo la tua eredità di partigiano che hai saputo così ben trasmettere alle centinaia di studenti delle scuole che hai incontrato in questi anni, difendendo con ancora più forza quella Costituzione a cui voi Combattenti guardavate come il completamento ideale della Resistenza.
Lo vogliamo anche per te quel Percorso della Memoria che rappresenta il nostro ultimo e ulteriore sforzo affinché mai più possa ripetersi ciò che di nefasto per il Paese ha rappresentato il Fascismo.
Ai congiunti le nostre più profonde condoglianze.
 
                         Addio Comandante Millo, ciao Paolo.
 
                                                                                                                                                                La sezione ANPI di Osimo
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