Nespolo: "Solidarietà a Carlo Verdelli, il fascismo non passerà"

18 Marzo 2020

Il messaggio di Paolo Orlandini agli osimani nel 75° della Liberazione

Poichè mi sento osimano di adozione in quanto lo era mia madre con tanti parenti ed io, prima della guerra e durante, ebbi tanti amici, dichiaro di sentirmi tale, anche perchè il Comune di Osimo, a suo tempo, mi onorò di un diploma di "pubblico riconoscimento" della Città per la Liberazione. Quindi inizierò il mio saluto chiamandovi concittadini e celebrare il 75° anniversario della liberazione della città dal nazifascismo a cui partecipai con tanti vostri parenti che purtroppo non ci sono più, ma che mio tramite porgo tanti saluti ed auguri. Lo faccio perchè sono sicuro di interpretare il loro desiderio in ispirito.

Combattemmo insieme per tanto tempo sulle nostre montagne, sulle nostre colline e contrade ed anche oltre, a sinistra delle Valli di Comacchio, nelle valli dei fiumi Reno, Lamone, Senio ed Idice, fino alla liberazione di tutta l'Italia al fianco delle truppe Alleate nel corpo delle quali, il nuovo Esercito Italiano fu incorporato. 

Combattemmo uniti, comunisti e cattolici, repubblicani e monarchici, socialisti e azionisti per la libertà di tutto il Popolo Italiano, ma anche per coloro che continuarono ad esserci ostili, perseguitandoci, discriminandoci fino a tentare di non farci lavorare preferendo i "repubblichini", come chiamavamo i fascisti collaborazionisti dei tedeschi invasori.

Tanti nostri concittadini morirono per darci una nuova Costituzione che va sempre onorata e difesa.

Su quanto detto vi voglio ricordare la dichiarazione del generale tedesco comandante del 76° Corpo d'armata quando si arrese al comandante della 56° Divisione fucilieri britannica, preferendolo al nostro comandante Gen. Primieri della Divisione "Cremona", perchè italiano. Dopo alcune parole di circostanza aggiunse: "Mi arrendo costretto dai possenti e reiterati attacchi da parte del Gruppo di Combattimento "Cremona" a cavallo della Strada Statale 16 Adriatica."

Ebbene lì c'eravamo anche noi, i partigiani osimani, assieme ai partigiani toscani e romagnoli della 28° Brigata Garibaldi "Gordini" comandata da Bulow - Arrigo Boldrini.

Una lunga guerra quindi che ci è costata e che auguro non debba mai più ripetersi anche se stiamo vivendo una realtà politica che fomenta rigurgiti che potrebbero diventare pericolosi se non li si affronterà con decisione senza perdere ulteriore tempo. Soprattutto dobbiamo essere e restare uniti perchè solo così il popolo italiano potrà rinsavire.

Chiudo qui il mio saluto con un proverbio indiano che nonostante sia molto antico è di estrema attualità: "Uomo, se nel corso del tuo diuturno cammino della tua vita ti trovi ad un bivio e non sai dove andare, fermati! Volgiti indietro e guarda da dove vieni!"

Grazie e un forte abbraccio!

Paolo ORLANDINI

Il comandante "Millo"

 

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