REFERENDUM: DALLA PARTE DELLA COSTITUZIONE.

ALCUNI DEI NOSTRI NO 

 

 

Domenica e lunedì 20 e 21 i cittadini saranno chiamati a votare, oltre che per il rinnovo di sette consigli regionali e di alcune amministrazioni comunali, anche per il referendum confermativo per il taglio del numero dei parlamentari. L’ANPI ha da subito, assieme ad autorevoli costituzionalisti, espresso le proprie perplessità su questo disegno di legge costituzionale.

 

Il nostro sarà quindi un NO convinto perché forte è il sospetto che ogni volta si tenti di mettere mano alla Costituzione lo si faccia con troppa superficialità e con proposte che assomigliano più a spot da rivendere in campagna elettorale che ad una vera visione del futuro. Tagliare del 36% il numero dei nostri rappresentanti in Parlamento senza prevedere una revisione dei regolamenti delle due Camere e un’adeguata legge elettorale, che tuttavia ricordiamo è solo una legge ordinaria, è solo l’ennesimo slogan gettato nell’agone della politica per distogliere dai problemi veri di questo Paese. Per quanto tempo ancora asseconderemo una discussione politica fatta solo di slogan senza alcun contenuto?

 

L’approssimazione di questo tentativo di “riforma” è evidente dal momento che si cambiano gli articoli sulla composizione di Camera e Senato ma non una parola è espressa ad esempio sull’elezione del Presidente della Repubblica. Riducendo i deputati e senatori ma non il numero dei rappresentati delle regioni si avrà un evidente squilibrio di potere decisionale di quest’ultimi. 

 

Eliminare più di un terzo dei parlamentari avrà evidenti ricadute sulla rappresentatività dei territori che già oggi fanno difficoltà ad essere degnamente rappresentati: ancora una volta si colpiranno le regioni più piccole (e le Marche non saranno di certo esenti da questo taglio ), le minoranze linguistiche e i partiti minori. Avere meno parlamentari non aumenterà di certo l’efficienza delle Camere né migliorerà la qualità dei dibattiti: semmai si avrà l’effetto di meno confronto e più fidelizzato alle posizioni delle segreterie dei partiti . Ci sarà meno spazio quindi per chi vorrà tentare una candidatura in Parlamento perché conterà di più la fedeltà al leader di turno rispetto alle qualità personali.

 

 

Per questo e per tanto altro noi

VOTIAMO NO.

blitz delle F.O. a Torino contro neofascisti

 

 

Le Forze dell'Ordine su mandato della Magistratura, configurando il reato connesso  alla 12.ma disposizione finale della Costituzione della Repubblica Italiana, ha dato avvio a una operazione di polizia nei confronti di gruppi neofascisti a Torino.  La 12.ma disposizione finale recita: "È vietata la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista".

L'indignazione dell'ANPI e del movimento democratico ed antifascista trova quindi risposte sempre più numerose nell'attività di polizia, ancor prima, nel dovere per i magistrati dell'obbligatorietà dell'azione penale in presenza di notizia di reato; perché la ricostruzione del disciolto partito fascista è reato come abbiamo sopracitato.

E' il più grave reato contro questo Paese. 

Questo é l'articolo di Rep.it sui fatti torinesi

 

 

Blitz all'alba a Torino, nel mirino militanti di diversi gruppi dell'estrema destra

Perquisita anche la Legio Subalpina appena sbarcata in città

CARLOTTA ROCCI-Rep.it

 E’ scattato all’alba il blitz della Digos di Torino che dalle 5 di questa mattina ha eseguito diverse perquisizioni nelle  sedi e in abitazioni private dei militanti di estrema destra di diversi gruppi torinesi. Dopo le perquisizioni che avevano riguardato il gruppo di Forza Nuova portando alla denuncia del segretario  Luigi Cortese per istigazione al fascismo.
Tra i gruppi perquisiti questa mattina c’è anche l’ultimo arrivato in città, la Legio Subalpina di corso Allamano, centro di estrema destra di origine milanese inaugurato a marzo anche a Torino con una festa che aveva portato interi bus di militanti dal capoluogo lombardo.
Gli uomini e le donne della Digos sono impegnati in numerose perquisizioni nelle sedi e nelle case dei militanti. 
Il 20 giugno -  durante le perquisizioni nelle sedi di Forza Nuova e Rebel Firm, a Ivrea - erano stati sequestrati manganelli, mazze da baseball e scudi in plexiglass con simboli fascisti e molto materiale di stampo fascista come bandiere della Repubblica Sociale e addirittura un busto di Benito Mussolini.

 

 

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