L'ANPI di Osimo nel nome della partigiana Tina 

 

L'immagine può contenere: 4 persone, persone in piedi e spazio al chiuso 

Seppur con qualche giorno di ritardo sono finalmente arrivate le 25 tute protettive che come ANPI sez. di Osimo abbiamo voluto donare all'Unità Speciale di Continuità Assistenziale locale in occasione del 25 aprile. Questa mattina sono state consegnate, grazie a due nostri iscritti, presso la sede USCA di Osimo Stazione.

La riconoscenza verso il nostro Servizio Sanitario Nazionale, fortemente voluto non a caso da una partigiana, la ministra Tina Anselmi, e messo così a dura prova in questi ultimi mesi, non dovrebbe mai venir meno, ma anzi dovrebbe rappresentare davvero l’orgoglio del nostro essere comunità.

Don Ciotti: "Sciogliere subito CasaPound e tutte le organizzazioni fasciste"

Il presidente di Libera e del Gruppo Abele sottolinea: "Bisogna applicare le leggi e rispettare a pieno la Costituzione. Il fascismo che risorge è sintomo di democrazia malata"

"Lo abbiamo detto in tante occasioni e lo ribadiamo con decisione: CasaPound va sciolta. Tutte le organizzazioni fasciste vanno vietate. Bisogna applicare le leggi e riempire i tanti vuoti della nostra Costituzione. Lì troviamo le istruzioni necessarie per costruire una società di diritti, lavoro e dignità". Lo afferma il presidente di Libra e del Gruppo Abele don Luigi Ciotti.

Nella Costituzione ci sono le istruzioni per archiviare una volta per sempre i fascismi, i nazismi, le violenze e le ingiustizie", aggiunge. "Ottant'anni fa sono state promulgate anche le leggi razziali. Una pagina vergognosa della nostra storia, ma la vergogna - per impudenza o ignoranza o memoria corta - tende oggi a scomparire. Ma attenzione: la rinascita dei fascismi e dei razzismi è un rischio reale, non un fatto di folklore o di nostalgia malata. Il fascismo che riemerge è anch'esso sintomo di una democrazia malata e di una politica che non serve più il bene comune. Sorge anche dalla paura, dall'inquietudine, dalla povertà materiale e culturale. Perché - dice ancora il presidente di Libera - quando dominano le disuguaglianze, e le logiche economiche incombono sulle teste e sulle vite delle persone, hanno gioco facile le demagogie, proliferano le semplificazioni, le etichette, le falsità".

"Ecco che il 'no' ai fascismi e ai razzismi - prosegue don Ciotti - deve allora associarsi all'impegno a costruire contesti sociali dove l'inclusione e la condivisione di diritti e doveri, non siano solo enunciate ma praticate ed effettivamente garantite. Perché oggi il processo di liberazione in Italia non è terminato. Perché - conclude - un Paese soggiogato dalle mafie, dalla corruzione e dai sentimenti fascisti non è un Paese libero".

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