E' scomparso sabato mattina l'ultimo tra coloro che videro per primi l'alba della libertà, il partigiano

 

 

ORLANDO DURANTI

 

padre di Armando e nonno di Niccolò, rispettivamente ex presidente e attuale presidente dell' ANPI di Osimo, istitutori del Premio Nazionale ANPI FAbrizi di Osimo. 

Molte le personalità delle Istituzioni locali che hanno sin qui reso omaggio al feretro, dal Vice Sindaco Mauro Pellegrini al sindaco di Offagna Ezio Capitani, all'assessore Michela Glorio, ai consiglieri comunali Flamini e Catena, al Presidente del Gruppo Astea Fabio Marchetti al Presidente dell'Istituto Campana per L'Istruzione Permanente Matteo Biscarini; ma anche tanti ex compagni di militanza oggi distribuiti nei vari partiti del centrosinistra e della sinistra, nella CGIL, nello SPI, ecc.

Tanti i cittadini che hanno conosciuto un uomo umile, ma straordinariamente protagonista della vita cittadina, come riportano le tante testate giornalistiche cartacee o del web: innumerevoli i messaggi di cordoglio. 

Nato da una famiglia disagiata di contadini, condusse una prima infanzia di stenti e sacrifici.  Pur essendo arrivato alla quinta classe, dovette smettere spedito "a garzone" in campagna a paga zero con il solo vitto e alloggio 

Durante il periodo fascista, rischiò più volte di far perdere la casa popolare affidata alla sua famiglia perché renitente alle adunate del sabato cui mai partecipò. 

Orlando, a 17 anni, non fu solo protagonista della Liberazione come riportano i testi di storia locale,  ma contribuì alla rifondazione post bellum del sindacato CGIL e di quella che si staccherà e diverrà l'odierna CIA; a lui fu affidato il compito di organizzare la raccolta presso le campagne della zona, della famosa quindicina in grano, pur essendo egli un organettaio.

Contribuì alla rifondazione delle varie sezioni osimane del PCI e partecipò alla costruzione della stessa Casa del Popolo.

Organizzò con i compagni le prime feste di Giorni-Vie Nuove, ai campi dell'ANPI-UDI e alle prime feste de l'Unità fino all'ultima. 

Negli anni 50, epoca di emigrazioni, finanziò i viaggi dei compagni che tentavano la fortuna in terra di Francia, e quei compagni che stavano ricostruendo una vita localmente, senza chiedere indietro niente in più.

Dall'eta di 11 anni iniziò l'attività di organettaio brevettando qualche innovazione sullo strumento, finendo poi, dagli anni '60, a capo delle maestranze di una delle più importanti fabbriche di fisarmoniche e chitarre fidardensi: la Quagliardi Welson.

 

Come citano le cronache di oggi, egli diresse gli operai della fabbrica non solo dal punto di vista organizzativo ma anche da un punto di vista dell'innovazione. Pur in una posizione considerata di privilegio, egli conservò sempre la sua postazione di lavoro ed il camice della stessa tinta marrone dei suoi numerosi subalterni.  Di più, settimanalmente svolgeva la raccolta dei fondi per la FIOM-CGIL quando ancora non esisteva la delega sindacale.

Diffusore domenicale dell'Unità, non mancò mai un'occasione di partito e fu da questo candidato negli anni '50.   Partecipò alle lotte operaie degli anni '60 e '70, alle campagne per il divorzio e l'aborto. Fu consigliere del quartiere operaio del Borgo. 

Ideologicamente seguì tutte le vicende storiche del PCI fino al PD, seguendo sempre le scelte congressuali ma serbando sempre la propria autonomia di giudizio: alla politica non chiese mai nulla.

Nel 1974 gli venne conferito il Diploma di Combattente dal governo Spadolini.

Nel 2009 fu emerito dell'allora Premio Regionale ANPI Fabrizi. 

Nel 2014 il Comune di Osimo, guidato dal sindaco Pugnaloni, gli conferì la Civica Benemerenza e, nel 70' della Liberazione, ricevette la medaglia del Ministero della Difesa.

Orlando ci ha lasciato donandoci un'incredibile esperienza di vita e una strada da seguire: Noi rimaniamo per proseguirla!

 

Addio babbo, addio nonno, addio compagno. 

 

I funerali si svolgeranno martedì 23 aprile presso il Cimitero Maggiore di Osimo alle ore 10.30