foto1

COORDINAMENTO ASPIO / B. MUSONE

foto1

PRIMO LEVI

foto1

ARRIGO BOLDRINI "BULOW"

foto1

PIERO CALAMANDREI

foto1

ALCIDE CERVI

 

 

 

Noi che non abbiamo mai avuto un minimo dubbio. Noi che siamo tante volte scesi in piazza già da tanti anni denunciando pubblicamente le commistioni fasulle  tra malavita, ambienti neofascisti e coperture, non ci stupiamo affatto dell'ultimo ritrovamento di un cospicuo armamento, tra cui un missile terra-aria,  trovato in possesso a gruppi eversivi neri a Torino.   In questo quadro malefico questi soggetti o gruppi di soggetti, cosa non irrilevante, trovano terreno fertile nelle curve degli stadi con l'indifferenza di società sportive che non possono non sapere quali soggetti hanno davanti.   Questo atteggiamento superficiale non può più essere tollerato.   Ogni aspetto sociale in cui si annidano frange eversive, queste vanno perseguite dalla giustizia. Queste operazioni di polizia riconfermano la presenza dello Stato democratico nato dalla Resistenza e dall'antifascismo. Per parte nostra di antifascisti, riconfermiamo pieno appoggio alle Forze dell'Ordine e ai magistrati garanti della Costituzione e quindi della libertà e della democrazia; di più, riconfermiamo il nostro impegno per assicurare la vigilanza democratica su questo Paese.

 

Sequestrato arsenale con armi da guerra a un gruppo di estremisti destra, c'è anche un missile

Tre gli arresti: c'è anche ex candidato al Senato per Forza Nuova. Nel mirino italiani che hanno combattuto nel Donbass, in Ucraina

 

 

di CARLOTTA ROCCI  per Rep.it

C’era anche un missile aria aria - che era disarmato, ma perfettamente funzionante e poteva essere riarmato - usato dalle forze armate del Qatar tra il materiale sequestrato questa mattina dalla Digos in una delle abitazioni degli esponenti di estrema destra colpiti da un provvedimento di perquisizione. Tre gli arrestati: in manette figura anche Fabio Del Bergiolo, 60 anni, ex ispettore delle dogane specializzato nell'antifrode finito nei guai nel 2003 per una truffa messa in atto mentre era in servizio a Malpensa. Del Bergiolo è un militante di Forza Nuova ed è stato candidato al senato a Gallarate nel 2001. Alessandro Monti, 42 anni, svizzero, è invece il titolare della società che possiede l'hangar vicino a Voghera dove è stato trovato il missile. Il terzo finito in manette è Fabio Bernardi, 51 anni.  Le indagini della Digos erano partite un anno fa dopo le intercettazioni su un gruppo di italiani  che avevano combattuto in Ucraina.  I sospetti su Del Bergiolo sono  nati dalle telefonate che hanno intercettato i suoi tentativi di vendere il missile aria aria da guerra  di fabbricazione francese per circa 470mila euro. Tra i potenziali  acquirenti c'era anche il funzionario pubblico di un paese straniero che si era dimostrato interessato ma pretendeva la documentazione sull'acquisto della bomba.

L'operazione è scattata all'alba, con nuove perquisizioni e nuovi sequestri da parte della Digos di Torino che nell’ultimo periodo ha concentrato l’attenzione sui gruppi oltranzisti di estrema destra che orbitano su Torino,  una galassia nera  che spazia dai messaggi politici e di propaganda alle infiltrazioni nelle tifoserie calcistiche.

Il questore di Torino Giuseppe De Matteis ha definito l'operazione "un sequestro con pochi precedenti per la qualità  delle armi e il loro potenziale violento".

Precisa Salvatore Ferrara, coordinatore regionale di Forza Nuova Lombardia: "E' stata diffusa la falsa notizia di persone appartenenti a Forza Nuova coinvolte nelle perquisizioni in Lombardia e Piemonte, col conseguente sequestro di varie armi. Se uno degli arrestati è stato candidato nelle liste di Forza Nuova nel lontano 2001 (18 anni fa!), affermiamo che al contrario nessuna delle persone coinvolte è ormai da anni militante di Forza Nuova, che dunque non c’entra assolutamente nulla con le perquisizioni di questa mattina".

       

  

Tolta la scorta al nostro iscritto Sandro Ruotolo. Così è la nuova deprecabile gestione della sicurezza del ministro "pro tempore" Salvini.

 

A Sandro è stata tolta la scorta dopo che gli era stata assegnata all'indomani delle gravissime minacce subite per le sue inchieste contro il malaffare camorristico di Michele Zagaria. Sandro è iscritto alla nostra sezione ANPI dal 2010 e non ha mai fatto mancare il proprio sostegno alla nostra attività di difesa delle Istituzioni e della legalità. Sandro ottenne il Premio Nazionale ANPI Fabrizi per essersi reso emerito con la sua attività di giornalista d'inchiesta, denunciando il malaffare e documentando il fenomeno dell'immigrazione. Qualche anno  fa, era il 2013, Sandro fu vittima di un attacco da parte dei fascisti di Casapound durante un comizio elettorale.  L'ANPI di Osimo, come allora, s'impegna nel sensibilizzare i cittadini di Osimo su questa sciagurata misura ministeriale e si adopererà affinché l'intera organizzazione ANPI si mobiliti per ripristinare quanto dovuto per la sicurezza del nostro caro compagno dell'ANPI. Nessuno ha dimenticato che a Marco Biagi fu tolta la scorta da un governo in cui c'era sempre la Lega di Maroni.  Qualcuno ha scritto che l'atto ministeriale della revoca della scorta a Sandro abbia in qualche modo a che fare con i servizi giornalistici sull'organizzazione propagandistica dello stesso ministro Salvini.  Vorremmo non credere questo in nome delle Istituzioni democratiche che Salvini rappresenta; ma noi non ci rassegneremo mai nel denunciare chi esercita il potere nel peggiore dei modi, a sfregio cioè, delle Istituzioni libere e democratiche e in violazione dei diritti fondamentali dell'uomo. 

LOCANDINA

AD OSIMO


 

  

 

 

 

In libreria


 

 


 


 


 

  


 


 

 

SIBILLAONLINETV2 REPLAY