La cittadina, dove si svolge ogni anno la celebrazione della marcia su Roma, "vive con difficoltà l'avere i fascisti che manifestano e che vanno alla tomba del duce".

PREDAPPIO - Rinasce, dopo due anni di chiusura, la sezione Anpi di Predappio, il paese natale di Benito Mussolini. L'associazione "si era dissolta per dissidi interni relativi al referendum costituzionale proposto da Matteo Renzi", spiega Gianfranco Miro Gori, presidente provinciale Anpi. Da più di 20 iscritti si era arrivati a meno di una decina, e per questo Predappio aveva perso la sua rappresentanza perché "per costituire una sezione servono almeno 20 tesserati". Oggi, però, gli iscritti sono risaliti a 23. "Predappio ha una carica simbolica micidiale e non avere una sede proprio lì era una cosa che non mi piaceva", continua Miro Gori.

A Predappio l'Anpi - con rappresentanze provinciali e nazionali - aveva organizzato una contromanifestazione per condannare la celebrazione dell'anniversario della marcia su Roma, lo scorso 28 ottobre, opponendosi ai nostalgici del duce e del fascismo. Furono duemila i partecipanti al ricordo della marcia su Roma, tra cui anche la ex candidata sindaca di Budrio, Selene Ticchi, allora di Forza nuova, che indossava una maglietta in cui paragonava il campo di concentramento di Auschwitz ad un parco divertimenti.

Predappio è "una cittadina che sta vivendo con una certa difficoltà tutta questa situazione, avere tutti gli anni questi fascisti che manifestano e che vanno alla tomba del duce non deve essere facile", dice Miro Gori. Ma allo stesso tempo, per il segretario provinciale Anpi sono proprio questi fenomeni "che creano gli anticorpi verso certi atteggiamenti inducendo molti a confluire di nuovo verso l'Anpi". I dati del tesseramento nella provincia di Forlì-Cesena sono molto incoraggianti: 1273 iscritti nel 2018 contro i 1179 del 2017, con alcuni record: 52 iscrizioni a Cesenatico che apre per la prima volta una sede, i 204 di Galeata, su 2500 abitanti.