L'ANPI di Osimo e l'organizzazione del Premio Nazionale ANPI Fabrizi, esprimono alla famiglia di Alberto Mieli, il proprio più sentito cordoglio e la propria vicinanza. Persona mite ed estremamente gentile, abbiamo condiviso con lui due giorni intensi ad Osimo in occasione del ritiro del Premio Nazionale ANPI Fabrizi 2007. Nella sua pacatezza, egli sapeva esprimere tutta la forza della sua esperienza del campo di sterminio nazista di Auschwitz. Le lacrime che gli scendevano sul volto ad ogni racconto, erano vere e pesanti; non una maschera. In quell'occasione ci narrò vicende che lui stesso decise che erano inenarrabili alle grandi platee perché di una violenza tale che si correva il forte rischio di non essere presi sul serio. Anche qui, la misura nel racconto, era la sua forza. Parole semplici, avvolgenti, ma pesanti come macigni. Con riluttanza Alberto mostrava agli altri il famoso tatuaggio da lager nazista ma a noi, che non ci azzardammo mai a chiederglielo, ce lo mostrò di sua volontà, era la prima volta che ne vedevo uno e fu come sbattere contro un muro. Erano solo numeri ma numeri che rappresentavano tutta la crudeltà di cui l'uomo è capace: e mi commossi. Un momento quello che ricorderò per sempre. Anche per questo non finirò mai di ringraziarlo.
 
Grazie Alberto