Vista la china politica, oggi questi cialtroni devono farci paura"

Lo scrittore si presenta a deporre al processo contro il sito neonazista che cinque anni fa lo aveva messo nel mirino per la sua proposta di candidare a sindaco di Castelvolturno un giovane camerunense


ROMA - "L'ebreo Saviano vuole candidare un negro come sindaco di Castelvolturno". Cinque anni fa, nel mirino di Stormfront, uno dei più attivi siti neonazista e antisemiti, era finito anche Roberto Saviano per quella sua proposta di candidare a sindaco della cittadina campana Yvan Sagnet, il giovane camenurense arrivato in Italia da piccolo e ribellatosi ai "caporali" dei campi del Sud, al quale - scriveva allora Saviano - "si deve se l'Italia ha una legge sul caporalato".

Oggi lo scrittore si è presentato in Tribunale a Roma per testimoniare al processo contro i leader della piattaforma di estrema destra. Saviano ha ripercorso i fatti del novembre 2012 nella sua deposizione e poi in un post su facebook.
" 'L'ebreo Saviano vuole candidare un negro come sindaco di Castelvolturno', questo il genere di commenti presenti sul forum. Qualche anno fa, questa frase, quando per la prima volta l’ho postata, fece inorridire i social. Oggi, dopo mesi di campagna elettorale anti-immigrato, sembra addirittura normale avere in odio chi parla di integrazione. Gli animatori del gruppo Stormfront sono cialtroni senza coraggio che si sono nascosti dietro nickname ridicoli e dietro foto di Goebbels. Un tempo ci facevano pena, oggi vista la china che ha preso la politica nazionale, dovrebbero farci anche paura. Conoscere questa feccia è fondamentale per evitare le sue semplificazioni, per evitare di assumere le stesse posizioni di chi crediamo sia agli antipodi da noi e da una società che ci piacerebbe poter definire civile".

Nel 2012 il fondatore del sito italiano ( ce n'è anche uno americano) Daniele Scarpino fu arrestato dalla Digos di Roma insieme ad altri esponenti di Stormfront. Secondo gli inquirenti, oltre alla propaganda antisemita e neonazista, erano pronti ad entrare in azione contro alcuni campi nomadi a Roma. Nelle loro abitazioni furono trovati mazze, coltelli, sbarre di ferro.
Oltre a Saviano è parte civile in questo procedimento anche l'ex sindaco di Lampedusa, Giusi Nicolini, in prima linea nell'accoglienza dei migranti e vittima di alcuni messaggi di Stormfront