La cultura, la consapevolezza, la conoscenza riscattano sempre da ogni forma di sopraffazione e di dittatura. Questo è il messaggio che Benedetto Fabrizi, detto Renato, diffondeva tra i suoi compagni di lotta in quel lontanissimo 1930; lo stesso messaggio che oggi è il filo conduttore del Premio Nazionale ANPI a lui dedicato. La conoscenza e la consapevolezza dei valori scolpiti nella nostra Costituzione repubblicana, sono e saranno sempre arma contro ogni forma di privazione, d’iniquità, d’illiberalità, di fascismo insomma. Non esiste difatti solo un fascismo, quello storico, quello sconfitto dalla storia settantatré anni fa, esistono i fascismi, quelli di ogni tempo, che oggi si possono declinare come razzismo, odio, semplificazione della realtà, revisionismo. I valori che animarono gli antifascisti e la Resistenza rimarranno eterni, almeno fino a quando ci saranno uomini e donne che difenderanno la nostra Costituzione: con il proprio lavoro, con le proprie passioni e le battaglie collettive.  Il Premio Fabrizi racconta queste storie. Questi concetti sono stati riaffermati sul palco del Campana dal partigiano Aldo Tortorella e dal conduttore tv Diego Bianchi, in arte Zoro. I nuovi resistenti oggi sono coloro che si battono contro i soprusi, le prepotenze, l’umiliazione di chi ha meno e per la democrazia, l’unica arma in grado di garantire pari opportunità e uguaglianza. La libertà e la democrazia non sono conquiste concluse, ma esse sono una realtà che deve essere costruita e difesa giorno dopo giorno. I disvalori del fascismo che conquistano spesso i giovani di oggi più superficiali o che si sentono esclusi e ai margini della vita comunitaria, devono e possono essere denunciati e combattuti, facendo di questi una narrazione ogni giorni, tutto l’anno, non solo in occasione delle ricorrenze. Questo è il terreno su cui si batte Paolo Berizzi, giornalista di Repubblica; per aver raccontato il fascismo che si credeva finito nel ’45 ma che molti portano ancora a modello nelle loro battaglie politiche, Berizzi ha subito numerose minacce ed è stato posto sotto protezione da parte della Procura di Bergamo. Berizzi però continua la sua campagna d’informazione, ribadendo il proprio impegno anche da Osimo. Sulla stessa linea gli altri premiati: dal pronipote di Matteotti Maurizio Fabbri al complesso musicale Sambene. In conclusione diciamo che il Premio Fabrizi ha riscosso grande apprezzamento sia da parte del pubblico che ha gremito la sala del Campana, sia da parte della presidente nazionale Carla Nespolo e del direttore di Patria Indipendente Gianfranco Pagliarulo, presenti entrambi, i quali hanno apertamente dichiarato il loro entusiasmo per la manifestazione apprezzandone in primis la “laicità”, la sobrietà, la qualità rispetto a toni osannanti, manifestazione che comunque coerentemente rende giustizia ai temi, ai valori che celebra.

Al Fabrizi, alla sezione ANPI di Osimo e all’ANPI provinciale di Ancona, la presidente e il direttore hanno tenuto a sottolineare la possibilità concreta di un maggiore impegno nel premio per parte propria, un impegno atto ad ampliare il significato di nazionale di una manifestazione che pure già vanta estimatori ovunque.