Domani in aula per l'approvazione il provvedimento del pd Emanuele Fiano.

Un unico articolo e solo cinque emendamenti. Il no di centrodestra e M5S

Domani, o al massimo mercoledì, la Camera dovrebbe approvare la legge Fiano, il provvedimento che inserisce nel codice penale l'articolo 293 bis e pene da sei mesi a due anni per chi faccia propaganda con immagini fasciste o naziste.  Pene che aumentano di un terzo se il reato è commesso usando Internet e strumenti telematici.

L'aula di Montecitorio ha già svolto la discussione generale e al testo, un solo articolo, al momento sono stati presentati solo cinque emendamenti. Dunque i tempi dovrebbero essere rapidi.  Emanuele Fiano e il relatore, l'altro dem Walter Verini, hanno spiegato che "non si intende colpire le opinioni, le idee, la ricerca storica e neppure quel folklore di cattivo gusto che spesso, intorno ai cascami del regime fascista, prospera".

Tanto per spiegare i contenuti della nuova norma sarebbero invece puniti i saluti fascisti.

Il testo ha scatenato subito molto polemiche e incontra l'avversione del Movimento Cinque stelle che parla di "legge liberticida" e si appresta a dare battaglia in aula: ha chiesto l'estensione dei tempi e la possibilità di intervento per tutti i membri del gruppo. Apertamente ostile Fratelli d'Italia. Forza Italia chiede invece di allargare la norma anche al comunismo. La Lega ha detto no attraverso Matteo Salvini: "Un conto sono le minacce, gli insulti o l'istigazione al terrorismo, altra cosa sono le idee, belle o brutte, che si possono confutare ma non arrestare".

La legge Fiano arriva poi in aula in un momento "caldo". La discussione era partita proprio mentre arrivava agli onori della cronaca lo stabilimento balneare di Chioggia trasformato dal gestore in una sorte di tempio del fascismo. Era luglio. Ma adesso, solo per citare l'esempio più eclatante, i giornali si sono occupati dell'intenzione del gruppo neofascista Forza Nuova di organizzare una "marcia" su Roma il prossimo 28 ottobre. Anniversario della vera Marcia su Roma che portò all'arrivo al governo di Benito Mussolini. Ultimo atto di un intreccio dello scontro sull'immigrazione e le violenze sessuali commesse dagli immigrati culminato con la ripubblicazione su Internet, sempre da parte di Forza Nuova, del manifesto sui negri stupratori di Gino Boccasile. Un perfetto esempio di fattispecie a cui si potrebbe applicare la nuova legge. Anche se lo stesso Fiano e altri 45 deputati hanno chiesto lo scioglimento di questa organizzazione in base alle vigenti leggi Scelba e Mancino.