Abbiamo letto l'articolo di seguito su Rep.Tv e non riusco a non esprimere un giudizio che è un giudizio coerente con le idee per cui faccio politica, con le quali ho condotto l'ANPI di Osimo e della ValMusone. da ormai 40 anni sui miei 55 vissuti. Mi sembra estremamente ponderata la richiesta dell'ANPI nazionale fatta a quegli iscritti che hanno intenzione di aderire ai comitati del SI al prossimo Referendum costituzionale. In sostanza si chiede loro di non avvalersi del loro status di iscritti all'ANPI a suffragio della propria posizione. Una posizione, quella di Smuraglia, legittima, chiara e forte. Per la stessa coerenza, chi scrive si è autosospeso dal PD fino all'esito referendario al fine di rimuovere ogni dubbio o strumentalizzazione possibile nella campagna che è iniziata per il NO. Nonostante le dichiarazioni del segretario Renzi, non è un pronunciamento contro Renzi ma una non condivisione totale dei temi della riforma.  

BOLOGNA - L'Anpi si divide sul referendum di ottobre per la riforma della Costituzione. E le prime crepe, seppur minoritarie, spuntano a Bologna. Mentre i vertici dei partigiani, dal presidente nazionale Carlo Smuraglia alla numero uno bolognese Anna Cocchi, si sono schierati per il "No" ai cambiamenti voluti dal governo Renzi, parte una raccolta firme per riunire i sostenitori del "Sì" proprio dentro l'associazione: "La bandiera dell'Anpi è anche nostra" lo slogan, come a rimarcare una frattura tra due parti al momento troppo lontane. Ma c'è di più: i "dissidenti" accusano provvedimenti disciplinari verso chi esprime opinioni contrarie alla direzione presa dall'associazione.


La Cocchi, tuttavia, parla di "piccoli focolai" e risponde: "Il congresso di pochi giorni fa ha approvato al 97% questa posizione. I partigiani presenti, per motivi anagrafici, erano pochi, ma in cinque hanno preso la parola e in cinque si sono espressi contro questa riforma della Costituzione. Le persone che adesso protestano non si sono viste ai congressi sul territorio: sarebbero potute venire e, come iscritti, esprimere la loro posizione. Noi siamo un'associazione plurale, ma fatta di persone responsabili e coerenti".

Nella rossa Bologna da giorni fioccano i comitati referendari, pro o contro il pacchetto di riforme di Renzi. Gian Luigi Amadei, già vicepresidente vicario dell'Anpi fino a settembre 2015 ed esponente locale del Pd, in queste ore ha lanciato la sua petizione su change.org: "Il Comitato nazionale ha deciso di schierare l'associazione all'interno dei comitati per il No, vietandoesplicitamente a iscritti e dirigenti di assumere pubblicamente posizioni difformi. È di questi giorni la notizia dei primi provvedimenti disciplinari verso dirigenti che hanno ritenuto di dovere manifestare il proprio orientamento a favore delle riforme, o che hanno chiesto una diversa gestione di questo delicato passaggio, rispettosa di tutte le opinioni e del diritto ad esprimerle pubblicamente. Come iscritti Anpi abbiamo pensato di fare sentire anche la nostra voce".

Amadei critica inoltre la "struttura militare" dell'associazione in questa campagna referendaria. In ogni Festa dell'Unità, infatti, l'Anpi avrà i suoi banchetti per il "No". Ma a far rumore sono anche le parole di Smuraglia, riportate nella petizione, che di certo non lasciano spazio a fraintendimenti: "E' lecito anche avere opinioni diverse. Altra cosa però sono i comportamenti.  È certo che ognuno può pensarla come vuole; ed è altrettanto certo che, quando si voterà, ognuno sarà libero di votare 
secondo coscienza.  Si può andare più in là di questo?  C’è da ritenere di no, perché altrimenti ne andrebbe della stessa immagine dell’Anpi.  Ovviamente, non sarà “punito” nessuno per averdisobbedito, ma è lecito chiedere, pretendere, comportamenti che non danneggino l’Anpi e che cerchino di conciliare il dovere di rispettare le decisioni, con la libertà di opinione".