L'Anpi delle Marche esprime il proprio sconcerto e la propria indignazione per le vergognose e inaccettabili minacce che il vicepresidente del Consiglio regionale delle Marche, il leghista Zaffiri, ha indirizzato al prefetto di Roma Gabrielli in merito all'accoglienza dei richiedenti asilo.
Minacce che evocano pratiche dello squadrismo fascista, quali liste di proscrizione e olio di ricino, pratiche ormai definitivamente estranee al nostro ordinamento costituzionale e giuridico, e fortunatamente altrettanto lontane dalla cultura civile dei cittadini.
Le minacce sono state seguite da tentativi di giustificazione persino più gravi e preoccupanti, in quanto teorizzano la legittimità di qualsiasi forma di captazione del consenso politico. I protagonisti della politica e delle Istituzioni non dovrebbero mai "parlare alla pancia dei cittadini" ma semmai promuovere la responsabilità e la consapevolezza civica.
Stupisce che un personaggio come Zaffiri sia stato eletto vicepresidente all'unanimità. Il Consiglio regionale delle Marche ignorava forse con chi avesse a che fare? In ogni caso non può ignorarlo ora. La presenza di Zaffiri nel suo attuale ruolo istituzionale è inaccettabile perché infanga la dignità dell'Istituzione di cui fa parte. Le Istituzioni della Repubblica italiana non sono neutre, sono per loro natura antifasciste.

Il Coordinamento regionale ANPI Marche