Scritto da Armando Duranti
Venerdì 27 Marzo 2009 22:13


"Essere di parte" non è sempre un limite della persona.

Non avere la capacità di confronto questo é il grande limite. Essere di parte significa avere idee e saperle condividere, in progetti, in legittime aspirazioni, conaltri che hanno i tuoi stessi obiettivi. La stessa Costituzione sancisce il diritto di essere di parte: li chiama Partiti. Essi sono alla base di ogni libera e moderna democrazia. (Art. 49. Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale). L'alternativa al parteggiare è tacere, nascondersi, é l'indifferenza. Non è sull'indifferenza che si è costruito questo Paese, ma sulla ferma determinazione di schierarsi, di riconoscersi, di unirsi in un unico sentimento di libertà, di giustizia, di solidarietà, che ebbero donne e uomini, giovani e meno giovani. Quegli italiani, scelsero di partecipare ponendosi da una parte: quella giusta, quella vincente: in montagna, come nelle città, come sui fronti della Guerra di Liberazione. Essi compresero allora, contro ogni convenienza, che ciò che avevano in animo di compiere era qualcosa di assoluto, di unico e di unitario, di necessario, per i loro destini, per quello dei propri figli, per l'Italia. Noi ci sentiamo partigiani, cioè di parte, e avvertiamo, in piena coscienza, la necessità profonda di contribuire a rinsaldare, ad alimentare, a rinvigorire, le radici alla base della nostra democrazia: l'Antifascismo, la Resistenza e la Lotta di Liberazione. Ciò ci è possibile anche presenziando quel sacrosanto vincolo stretto tra uomini liberi, garanzia della libertà, della democrazia, della pace, della giustizia sociale, dell' unità del Paese, che si chiama"Costituzione della Repubblica Italiana". Periodicamente la Costituzione della repubblica, costata tanto sacrificio e frutto di aspirazioni massime rivolte ai diritti fondamentali dell'Uomo, figlia di idee e di progetti elaborati da menti eccelse che rimangono la massima espressione  del Costituzionalismo nostrano, norme figlie dell'esperienza dissoluta del regime fascista e della sua repressione, viene messa in discussione pro domo.  Non è accettabile alcuna modifica, da qualunque parte questa provenga, se si attenta all'integrità di quest'atto fondamentale e fondante di questo Paese. Quelle norme così innovative,  hanno garantito la democrazia e la libertà a questo Paese per oltre 70 anni ed ancora guardano al futuro.  Un saluto finale lo rivolgo ai giovani; a quanti di loro vogliono o vorranno in seguito condividere la nostra parte, nel cammino democratico di questo Paese; un ringraziamento lo rivolgo ai nostri compagni Partigiani veri per quello che hanno fatto ma soprattutto per quello che ancora ci vorranno dare. Un pensiero lo rivolgo ai nostri Caduti e a quanti non sono sopravvissuti al loro tempo e che ci sono stati vicino. Sempre.

                                                                                                                                                                                          Il Presidente Onorario
                                                                                                                                                                                             Armando Duranti