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  • Questa mattina a Camerino presso quella antichissima università si è laureato in Scienze Politiche il nostro presidente Niccolò Duranti. Con la commissione ed il relatore prof. Giovannini, si è svolta la discussione sulla tesi di laurea dal titolo "Osimo sovversiva". Una ricerca sulla costituzione del movimento democratico e popolare nella nostra città; una storia in cui si muovono personaggi importanti come Errico Malatesta, Pietro Nenni ed altri. E' la storia riportata alla memoria della città, e che nessuno aveva mai scritto, sulle lotte operaie dei fornaciai, dei piccoli artigiani e, soprattutto, delle determinate filandaie che furono l'anima scatenante di tante rivolte per il carovita (1898-1912) e di quelle più politiche della Settimana Rossa (1914) e della cosiddetta "Rivolta dei Bersaglieri" (1920), che furono la base su cui si fondò la Camera del Lavoro di Osimo (1920).

    La tesi verrà pubblicata di modo che gli osimani acquisiscano un pezzo fondamentale della propria storia propedeutica del movimento antifascista e partigiano.

    Complimenti presidente da parte di tutta la nostra sezione.

  • Giriamo questo articolo perché condividiamo la fotografia che fa della mala politica in questo Paese confermando la necessità evidente che l'antifascismo sia ancora una necessità primaria per la difesa della libertà e della democrazia. 

    l vergognoso post di Corsaro contro Fiano: "Con le sopracciglia copre i segni della circoncisione"

    Il deputato ex missino, ora nel gruppo di Fitto, denigra il collega del Pd, autore della proposta di legge sull'apologia di fascismo, con un post antisemita

    In settant'anni di democrazia repubblicana, la polemica tra avversari è sempre stata un elemento di vitalità del sistema italiano. Ricca è l'antologia degli insulti e delle offese - per non parlare delle botte in aula - che hanno avuto come protagonisti i parlamentari di ogni colore. Fino all'altro ieri, però, c'erano due territori nei quali, secondo un codice d'onore non scritto ma rispettato da (quasi) tutti, era proibito entrare, persino nella polemica più accesa: la volgarità greve e il discrimine razziale e religioso. Beppe Grillo ha sdoganato il primo genere, i leghisti hanno attinto al secondo, ma solo il deputato Massimo Corsaro - che non possiamo chiamare onorevole - è riuscito a coniugare in una sola frase la volgarità e l'antisemitismo, pubblicando su Facebook una foto di Emanuele Fiano, parlamentare del Pd, con questa didascalia che ha l'impudente pretesa di essere ironica: "Che poi, le sopracciglia le porta così per coprire i segni della circoncisione...".

    Ora, si capisce che all'ex gerarca missino Corsaro abbia dato molto fastidio la legge proposta da Fiano per punire l'apologia del fascismo e del nazifascismo, ma proprio quella frase orribilmente disgustosa, indegna di un membro del Parlamento, conferma che non è ancora possibile abbassare la guardia. E quel suo inqualificabile post è la prova inoppugnabile che la cultura fascista della parola usata come manganello ha lasciato tracce che non sarà facile cancellare in un solo secolo.

     

  • 6 luglio 1944, Osimo tra grida di evviva, applausi, sorrisi, baci e abbracci iniziava una nuova vita; il Fascismo con i suoi carnefici, mal vessatori e i corrotti di regime è alle spalle. Tanto è costata la libertà: 16 partigiani, 165 civili e decine di soldati polacchi che hanno lasciato la vita sulle sponde del Musone, da Osimo, a Cingoli a Valdiola, a Fossoli, come a Rivoli.

    La libertà è costata la vita di antifascisti, degli internati nei campi di lavoro quanto nei campi di concentramento, di quelli che hanno combattuto in Grecia, nella Jugoslavia, con le Resistenze locali, la vita degli ebrei come Annita Bolaffi.

    Oggi la Liberazione ha ancora un significato potente.

    La Liberazione non può rimanere confinata al 25 aprile laddove anche gli osimani contribuirono, anche al prezzo ultimo della vita, nelle file del Corpo Italiano di Liberazione.

    La liberazione di Osimo è la festa laica degli osimani: è la festa della Osimo solidale, altruista. Il 6 luglio è la festa della migliore Osimo che potessimo avere e che vorremmo continuasse ad esistere: la Osimo che nonostante le difficoltà oggettive trovava modo di solidarizzare con la Capitale, da poco liberata, inviando camion di provviste, la Osimo che trovava modo di nascondere uomini, donne e bambini colpevoli solo di essere di un'altra razza rischiando essi stessi la vita, la Osimo che trovava modo di accogliere e sfamare 5000 rifugiati su una popolazione che non ha certo i numeri odierni. 

    Oggi siamo presi dai problemi quotidiani, importanti, quali il lavoro, la sicurezza, il welfare, la sanità come l'istruzione. Ciò nonostante, lasciare alle spalle la nostra storia pensandola cosa effimera è un atteggiamento profondamente sbagliato. Si perde il senso delle cose, si toglie senso a ciò che si fa. Se non si ha bene fisso in mente quello che siamo stati perdiamo la bussola che serve ad orientarci nella vita pubblica come nella vita di ciascuno di noi.

    Armando Duranti    

LOCANDINA

AD OSIMO


 

  

 

 

 

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