Filtro
  • E' scomparsa a soli 66 anni, Patrizia Casagrande Esposto, già presidente della Provincia di Ancona.

    L'ANPI Osimo, ricordando la cordialità e la vicinanza con questa sezione, rivolge ai parenti il più sentito sentimento di cordoglio.

    A Patrizia Casagrande Esposto, il Premio Nazionale ANPI Fabrizi deve la sua evoluzione da premio locale a manifestazione d'interesse nazionale avendo trovato nella sua presidenza provinciale, una sostenitrice non solo a parole ma, nei fatti, un grande sponsor.

    L'ANPI di Osimo, il Coordinamento ANPI Valle dell'Aspio e della Bassa Valle del Musone le saranno per sempre riconoscenti.

     

                GRAZIE PATRIZIA.

  • Nonostante le condizioni atmosferiche non lasciassero presagire nulla di buono perfino con un "tentativo" di prima neve stagionale, la poltrone della sala del Cantinone sono state occupate da un pubblico interessato che per quasi due ore è rimasto "inchiodato" dagli interventi dei due bravissimi presentatori Alice Moresi e Nicola Cucchi, cui vanno i complimenti dello stesso Canali, e dalle risposte dello stesso professore romano.

    Il libro ben pensato, tratta del fascismo così come lo vide e lo descrisse la carta stampata americana attraverso gli occhi di giornalisti d'oltreoceano al seguito: dall'inizio mussoliniano fino alle avventure coloniali italiane, con alterne considerazioni.

    Dal testo di Mauro Canali emerge un'America che all'inizio dell'avventura di Mussolini lo ignora per poi iniziare ad interessarsi del soggetto Italia e Fascismo solo dopo la Marcia su Roma e neppure con tanto distacco da parte di molti , distacco definitivo che avverrà con la campagna militare italiana in Etiopia.

    Un bel pomeriggio che serve anche a verificare che, di fronte alla degenerazione fascista che sta scorrendo nel Paese fatta di decine di sigle, l'una disconnessa dall'altra, una galassia di gruppi che non hanno agganci con quel neofascismo post bellico e delle stragi ma che si nutre di slogan e simboli che potrebbero essere di qualsiasi altro genere e che servono solo da collante a giovani che cercano un comune denominatore, un interesse comune e diverso dal sentire della massa; una bandiera che può essere di qualsiasi genera: da quella di una squadra sportiva a quella, appunto della Krieg Marine.

    Non per questo bisogna sottovalutare questi movimenti e credo una delle strade da intraprendere possa essere quella della repressione "morbida" nella scia della delibera comunale di Reggio Calabria fermo restando la priorità nel settore della formazione scolastica.

    Alla presentazione è intervenuto anche il presidente provinciale dell'ANPI  Daniele Fancello preceduto dalla presentazione e all'introduzione del presidente Niccolò Duranti dell'ANPI di Osimo a nome anche del Coordinamento ANPI Aspio- BassoMusone.

    Al professor Canali, cui nel 2010 venne conferito  il Premio Nazionale ANPI Fabrizi, sentito di dovergli un sentito ringraziamento no solo per la splendida e interessantissima presenza ma per il lavoro letterario che svolge supportato dalla ricerca spasmodica delle fonti originali, anche oltre confine, ricerca che conferisce al suo lavoro una ricchezza non comune che a volte stride con le nostre conoscenze e le nostre certezze.

    Il suo lavoro rimane comunque fondamentale per sgomberare il campo da quei vezzi comuni, da quelle false opinioni, da quelle frasi falsi e luoghi comuni che vedono il regime fascista come fautore di una società invidiabile e ideale.

     Nelle foto: Niccolò Duranti, Alice Morresi, Nicola Cucchi, Daniele Fancello e Mauro Canali.

  • La delibera del consiglio comunale. Sarà obbligatorio sottoscrivere il rispetto della XII disposizione transitoria e finale della Costituzione Italiana 

    REGGIO CALABRIA - Mai più immobili, sale istituzionali, spazi pubblici e strutture comunali, anche destinati ad attività sportive, teatrali, culturali o di rappresentanza, a organizzazioni o associazioni che si richiamano in maniera diretta all'ideologia fascista, anche attraverso linguaggi, rituali, simboli, o che facciano riferimento a discriminazioni razziali, etniche, religiose, sessuali, di lingua o di opinioni politiche. E' il contenuto della delibera approvata dalla Commissione Statuto e Regolamenti del Comune di Reggio Calabria, guidata dal presidente Demetrio Marino, che nei giorni scorsi ha dato il via libera, a maggioranza, alla proposta.

    LEGGI Como, la manifestazione contro tutti i fascismi

    Secondo la delibera approvata in commissione, che andrà nelle prossime settimane all'esame del Consiglio comunale, tutte "le domande per la concessione di spazi ed aree pubbliche dovranno contenere la specifica dichiarazione con la quale il richiedente attesti di essere a conoscenza e di impegnarsi a rispettare la XII disposizione transitoria e finale della Costituzione Italiana secondo la quale è vietata la riorganizzazione sotto qualsiasi forma del disciolto partito fascista; l'articolo 3 della Costituzione Italiana; la legge n  645 del 20 giugno del 1952; la legge n. 654 del 13 ottobre 1975; la legge N  205 del 25 giugno 1993 ed i principi espressi nell'articolo 293 bis del Codice Penale introdotto dalla proposta di legge Fiano".

    "Il Comune di Reggio Calabria mette al bando il fascismo in ogni sua forma - ha spiegato il presidente Martino a margine della seduta - anche quando l'ideologia razzista e xenofoba si ammanta attraverso sigle e movimenti apparentemente democratici. Le cronache nazionali degli ultimi giorni hanno riportato all'attenzione dell'opinione pubblica una problematica nient'affatto superata.

    L'azione squadrista rivendicata da Forza Nuova presso la sede di Repubblica - dice - è solo l'ultimo episodio, in ordine di tempo, che dovrebbe preoccupare le istituzioni democratiche del Paese. Ritengo importante che le forze politiche

     

    dell'intero arco parlamentare abbiano voluto condannare apertamente quell'atto, ma ritengo che sia nostro compito, da istituzioni, quello di definire provvedimenti concreti che pongano un argine a difesa del diritto, secondo i principi espressi dalla Costituzione antifascista".

  • Quante volte abbiamo sentito dire "quando c'era Lui...i treni arrivavano in orario, i delinquenti erano tutti in galera" oppure "è stato Hitler che l'ha rovinato" o "prima delle leggi razziali era un regime buono". Ma siamo sicuri che fosse veramente così? Le uniche colpe per il quale va condannato il fascismo sono davvero conseguenti all'alleanza con i nazisti oppure già dalla sua nascita c'erano tutti gli indizi per un regime che ha perseguitato gli avversari, li ha condannati al confino o uccisi, ha eliminato ogni forma di democrazia, ha organizzato scientificamente la vita dei suoi cittadini e ha fatto arricchire molti dei suoi gerarchi? 
    Questi e molti altri interrogativi saranno al centro della conversazione con il prof. Mauro Canali sabato 9 dicembre alle ore 17.30 presso la Sala del Cantinone. Nella stessa circostanza presenteremo il nuovo volume del prof. Canali "La scoperta dell'Italia. Il fascismo raccontato dai corrispondenti americani".
    Come nella storia è sempre accaduto e come anche oggi sempre più spesso accade, nell’instabilità e nell’incertezza, si cerca la soluzione che può sembrare più semplice, il rimedio ad ogni male, quella dell’uomo solo al comando, del populista di turno in grado di fornire facili risposte che appagano “la pancia del Paese”. Solo ora, di fronte agli ultimi fatti di cronaca, si sono accesi i riflettori su una situazione che organizzazioni come l’ANPI denunciano come grave da anni; nel Paese sta crescendo un’ onda nera che si richiama ad ideologie sconfitte, prima ancora che dalla lotta antifascista e partigiana e dalla Guerra di Liberazione, dalla storia e dalla realtà. Solamente la conoscenza della storia, quella che emerge dagli archivi e non nasce dalla penna di qualche sedicente storico, può screditare le falsità sbandierate da chi quelle ideologie vorrebbe farle tornare in vita, distorcendo la realtà affinché ne diventi un un modello positivo.

    Per questo confrontarsi con il prof. Mauro Canali sarà un’ottima occasione per capire quanto il regime fascista abbia fatto leva sulla retorica e sull’apparire a tal punto, a distanza di oltre 70 anni, da essere ancora spacciato da alcuni come un modello di riferimento.

    Condurranno la serata Alice Moresi e Nicola Cucchi.

  • "I fatti di Como e Verona impongono una reazione politico-istituzionale strutturale. Chiederemo un incontro urgente a Minniti"

    Migranti, così ritorna il fascismo: blitz dei naziskin contro i volontari di Como. E attaccano Repubblica. La dichiarazione di Carla Nespolo

    Saranno tutti denunciati per violenza privata, già quattro identificati. Irruzione squadrista di una quindicina del Veneto Fronte Skinhead durante una assemblea della Rete Como Senza Frontiere. La lettura del proclama: "Basta invasione". E la forza pacifica degli aggrediti.

    Un'irruzione in pieno stile squadrista, ma con una pacatezza inquietante. Fermi, in piedi. Il cranio rasato, i bomber scuri. E un volantino. Letto a mo' di  "proclama" per dire "basta invasione", stop ai migranti e a chi li accoglie. Il blitz fascista e razzista  - di cui "Repubblica" mostra il video (diffuso in rete da Baobab Experience) - è andato in scena l'altra sera a Como. Gli autori sono una quindicina di naziskin del Veneto Fronte Skinhead, che - rende noto la questura - saranno tutti denunciati per violenza privata (già quattro dei partecipanti al blitz sono stati indentificati grazie alle immagini).

    Che cosa è successo. In una sala al primo piano del Chiostrino di Santa Eufemia era in corso una riunione di Como Senza Frontiere, una rete che unisce decine di associazioni  a sostegno dei migranti. Migranti il cui flusso, da un paio d'anni, sta interessando Como (passa di qui una delle rotte dei profughi verso la Svizzera). Sono le 21.15 quando il gruppo di militanti neofascisti irrompe nei locali del Chiostrino. Il "portavoce" legge un volantino delirante in cui si parla di "sostituzione" del popolo europeo con dei "non popoli", e che dà contro a chi offre aiuti e assistenza ai migranti: i "soloni dell'immigrazionismo a ogni costo". "Per tutti voi figli di una patria che non amate più...", scandisce il capo del gruppo, mentre gli altri militanti sono disposti a semicerchio  intorno al tavolo dove siedono gli attivisti di Como Senza Frontiere.

    Lo stupore di chi partecipa alla riunione, e la forza pacifica con la quale i presenti decidono di non reagire alla provocazione, è disarmante. La migliore risposta alla violenza e alla prevaricazione squadrista del gruppo. Ma è evidente che i rappresentanti delle associazioni pro-migranti sono anche spaventati. La scena dura pochi minuti. Dopo la lettura del proclama, il capo del gruppo di Vfs si rivolge così ai padroni di casa: "Ora potete riprendere a discutere di come rovinare la nostra patria e la nostra città".

    I naziskin a quel punto abbandonano la sala. "Nessun rispetto per voi", dice una delle teste rasate. Il blitz dei neofascisti veneti - hanno sede a Lonigo, in provincia di Vicenza - segue le iniziative di due anni fa, sempre a opera loro e sempre a Como e in altre città: sagome di migranti dipinte a terra di fronte alle sedi della Caritas.

    In un comunicato diffuso su Facebook il presidente del Vfs, Giordano Caracino, attacca Repubblica e gli "antifascisti": "Siete in grado di trasformare in violenza la lettura di un comunicato...antifascisti. Passi lo scontro che sappiamo rifiutate sempre, ma se proprio non reggete neanche più il confronto democratico basato sull’avere delle idee discordanti, se i vostri timpani sono talmente fragili che si lacerano all’ascolto della verità, smettetela di fare politica, fate altro, origami o ricamo per esempio!".

    Fondato nel 1986 da Piero Puschiavo e Ilo De Deppo, il Veneto Fronte Skinhead è noto nella galassia dell'ultradestra per la sua matrice antisemita e razzista. E' stato uno dei primi movimenti che hanno importato in Italia la subcultura giovanile del movimento naziskin.

    A lungo legati alla tifoseria dell'Hellas Verona, nei primi anni 2000 hanno perso smalto a favore di altri gruppi: alcuni militanti sono migrati in Forza Nuova e in altre formazioni "nere". Da qualche mese Vfs è tornata in scena con iniziative sul territorio, sempre nel nord Italia. Nuovo nemico da combattere: i migranti.

    Dura la condanna dell'Anpi nazionale. "E' intollerabile - dichiara la presidente Carla Nespolo - che un gruppo di chiara ispirazione neofascista interrompa una pacifica riunione per declamare uno sproloquio razzista. Questo ennesimo e vergognoso episodio, come anche la vicenda 
    del corso di formazione per avvocati a Verona presentato dal presidente di un'associazione che si richiama al nazismo, impone una reazione politico-istituzionale immediata e strutturale. Chiederemo un incontro urgente al ministro dell'Interno".

LOCANDINA

AD OSIMO


 

  

 

 

 

In libreria