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  • La storia non è solo quella che si studia sui manuali, la storia è la quotidianità spezzata e stravolta di una famiglia, di una città, di un popolo. La storia non è astratta, la storia è in un libretto di un militare osimano internato in un campo di lavoro, in una lettera inviata da un commilitone che narra la fine di un ufficiale osimano, nella prima pagina del Corriere della Sera dell’11 novembre 1938, nei visi sorridenti impressi su una foto. E’ con questo spirito che abbiamo celebrato questa mattina la Giornata della Memoria presso la scuola media Giovanni Paolo II di Osimo Stazione. Non solo una lezione di ciò che è stato ma una narrazione di storie di osimani che hanno vissuto sulla propria pelle la scelleratezza e l'orrore del nazifascismo: non abbiamo voluto mostrare immagini dei lager né i corpi senza vita dei deportati ma le foto di Annita Bolaffi scattate nell’agosto del 1943 e dei suoi figli poco più che ventenni. Un’intera famiglia scomparsa nel nulla, nel silenzio, quello stesso silenzio che ha avvolto la nostra città dimenticatasi di quella sua figlia e riscoperta solamente nel 2012 con l’apposizione di una lapide nella Sala Maggiore del municipio. La deportazione non è stata solamente quella del popolo ebraico ma anche dei militari dell’esercito italiano che si rifiutarono di aderire alla Repubblica Sociale, quella che viene chiamata la Resistenza silenziosa dei militari internati, la resistenza di uomini con la divisa come Ermanno Badialetti che neppure arrivò nei campi in Germania poiché la nave sul quale lo avevano imbarcato da Cefalonia affondò vicino Patrasso o quella di Bruno Liberti che fu deportato nel Campo di Fossoli prima di essere fucilato con altri 67 ufficiali al poligono di tiro del Cibeno di Carpi. Ma ricordare non è sufficiente, dobbiamo tutti i giorni “esercitare la memoria” attraverso le nostre azioni di cittadini attivi e coscienti, bisogna soprattutto fare i conti con la nostra storia, non nasconderla sotto il tappeto, non essere antifascisti solo a parole perché come ha giustamente ricordato il nostro Presidente della Repubblica Sergio Mattarella “è bene rammentare e onorare i tanti giusti, le tanti azioni eroiche che tuttavia non cancellano le colpe di chi, anche in Italia, si fece complice dei carnefici per paura, fanatismo o interesse".

  • Abbiamo appena appreso che domani, sabato 28 gennaio, verrà allestito un banchetto informativo di Casapound Italia in piazza del teatro ad Osimo. Pur nel rispetto del diritto di parola e di manifestazione sanciti dalla Costituzione italiana riteniamo, come associazione nazionale partigiani e come osimani democratici ed antifascisti che nella nostra città non ci sia spazio per chi si definisce “fascista del terzio millennio” e per chi si riconosce in un regime che ha devastato il nostro Paese per più di un ventennio e che ha negato persino le libertà fondamentali ai suoi cittadini. Risulta ancor più provocatoria la presenza di chi propaganda queste idee sconfitte dalla storia proprio nel giorno successo alla commemorazione della Giornata della Memoria delle vittime del nazifascismo. L’ANPI di Osimo chiede quindi alle Istituzione e alle autorità pubbliche di intervenire tempestivamente affinchè non vengano autorizzate iniziative promosse da organizzazioni che si pongono in aperto contrasto con i principi sanciti dalla Costituzione della Repubblica Italiana nata dall’antifascismo e dalla Resistenza.

  • L’Associazione dei Partigiani di Osimo, unanimemente a tutti i cittadini democratici, liberi e antifascisti di Osimo e a chi crede con determinazione nelle civili e democratiche Istituzioni italiane nate dall’antifascismo, dalla Resistenza e dalla Lotta di Liberazione del popolo italiano prendono le distanze dalla consigliere comunale Mariani per quanto scritto sul social Facebook in data 13 gennaio u.s., laddove questa eguaglia la figura di Mussolini a quella di una persona capace di stabilizzare le sorti della repubblica, pur essendo questi responsabile di guerre , responsabile dei peggiori lutti, barbarie, tradimenti subiti da questo nostro Paese nel corso di tutta la sua storia, come riconosciuto dallo stesso popolo italiano.

    Pur sorpresa, l’ANPI prende purtroppo atto che la consigliere Mariani non riesce a proporre le proprie idee se non con stereotipi e riferimenti inverosimili, fuori luogo e fuori tempo, dimostrando superficialità nel giudizio e inconsapevolezza storica dei diffusi fenomeni di corruzione, violenza di Stato e comune, scandali, arricchimenti di gerarchi e gerarchetti, eccche proliferarono durante tutto il Ventennio.

    Per assurdo la consigliera è stata eletta nel civico consesso con un partito che si richiama alle origini popolari e cattoliche perseguitate dal regime fascista anche in questa nostra città.

    L’ANPI di Osimo indica come non ammissibile l’episodio di cui si è resa protagonista una rappresentante delle istituzioni libere e democratiche e che questa possa ancora sedere su quegli scranni che tanto sangue e sacrifici hanno costato, compreso quello di 16 partigiani e 150 inermi civili osimani.

    L’irresponsabilità della Mariani è evidente anche alla luce della sequenza dei commenti successivi alla sua esternazione estremamente residuali quanto lontani dalla comune coscienza civile.

    Alla luce di quanto esposto, per rispetto verso i cittadini osimani democratici e liberali e di quanti si sono immolati per la libertà e la democrazia, l’ANPI chiede un passo indietro alla consigliere Mariani dal proprio ruolo e invita il Consiglio Comunale di Osimo tutto, richiamato alla sua responsabilità di difensore delle istituzioni democratiche, a prendere unanimemente le distanze dalla consigliere e a condannare con fermezza le esternazioni espresse in questa vicenda.

LOCANDINA

AD OSIMO


 

  

 

 

 

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