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  • I tre anniversari del 2 giugno

    Da tempo contestiamo che il 2 giugno possa risolversi in una parata militare o poco più. Abbiamo, nel tempo, accentuato il connotato di anniversario fondamentale per la vita del Paese; in seguito, abbiamo collegato al 2 giugno il tema della Costituzione, dando luogo anche a manifestazioni molto partecipate, d' intesa con la CGIL.

  • Il saluto fascista è sempre reato

    Non è necessario che sia accompagnato da comportamenti violenti: il saluto fascista, più conosciuto come 'saluto romano', costituisce sempre una manifestazione che rimanda all'ideologia fascista e a valori politici di discriminazione razziale e di intolleranza.

  • la posizione sui referendum e rilanciata la campagna firme

    Si è riunito oggi a Roma il nuovo Comitato Nazionale ANPI: confermata la posizione sui referendum e rilanciata la campagna firme.

  • Perché l'Anpi ha ragione a votare no

    Quella che segue è la lettera che il presidente dell'Anpi, Carlo Smuraglia, ha inviato all'Unità in risposta a quella di 70 senatori del Pd pubblicata dallo stesso giornale. La lettera di Smuraglia è stata pubblicata oggi sul quotidiano.

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  • chi sono gli iscritti all'Anpi "non partigiani"

     

    Qui di seguito pubblichiamo la lettera pubblicata stamane dal Fatto Quotidiano che spiega chi sono gli iscritti all'Anpi "non partigiani". A scriverla è Andrea Liparoto, membro della Segreteria nazionale ANPI.

    Gentile Direttore,
    mi chiamo Andrea Liparoto, ho 43 anni, non sono un partigiano “vero” ma dal 2011 sono un componente della Segreteria Nazionale dell'ANPI. Un fatto del tutto normale derivante dalla scelta che le partigiane e i partigiani fecero nel Congresso di Chianciano del 2006 quando, consci della loro inesorabile scomparsa, decisero di aprire le porte dell'Associazione anche ai non combattenti per non far disperdere l'immenso patrimonio di valori e principi fondativi della Resistenza. Da allora porto sulle mie spalle un non facile carico di responsabilità che sostengo e conduco supportato da un continuo confronto coi partigiani, tra cui, in primis, Carlo Smuraglia, Presidente Nazionale, e quindi da studio, coscienza viva, e massima, seria attenzione a tutti gli accadimenti politici e sociali del nostro Paese. Tanti come me, anche molto più giovani, si muovono oggi nell'ANPI, fanno iniziative e si formano alla profondità e all'ampiezza del pensare, alle buone pratiche democratiche insomma ad una direzione di vita e impegno in chiara sintonia con la lezione di civiltà e moralità delle nostre “madri” e dei nostri “padri” oltreché sotto la loro guida. Non abbiamo dunque occupato l'ANPI, come sento e leggo da più parti, siamo stati delegati a perpetuarne forza d'ideali e interazione costituzionalmente produttiva con le Istituzioni e il Paese tutto. Ho partecipato alla ormai nota riunione del 21 gennaio scorso dove il Comitato Nazionale ANPI deliberò l'adesione dell'Associazione ai Comitati referendari per il no alla riforma del Senato e per il sì alla correzione della legge elettorale “Italicum”. Una scelta frutto di un confronto che si è concluso con la condivisione di un dato di grande preoccupazione rispetto alla manomissione in atto di due principi fondamentali della Carta: il bilanciamento dei poteri e il diritto di rappresentanza dei cittadini in Parlamento. Non abbiamo inventato alcuna posizione ideologica o ideologizzata, semplicemente ci siamo allineati all'antica cura della Costituzione e del presidio dei suoi pilastri che ha caratterizzato l'intera esistenza dei protagonisti della Guerra di Liberazione. Abbiamo fatto il nostro dovere statutario. Nulla di nuovo e di particolarmente sconvolgente. Né tantomeno nulla che abbia prodotto divisioni e spaccature nella nostra Associazione come continuo a vedere recitato sulla stampa. L'ANPI è oggi unita e salda, sono lì ad attestarlo i numeri dei recenti Congressi provinciali e del Congresso nazionale. Una modesta posizione di dissenso rispetto alla linea è più che comprensibile in un contesto pluralistico come il nostro; e non incide certamente nei rapporti interni che restano sempre fraterni. Sarebbe molto auspicabile che si riuscisse a riportare il doveroso dibattito su un tema delicato per antonomasia, come la riforma della Costituzione, su binari di responsabilità, rispetto, effettiva informazione e magari competenza. Le cittadine e i cittadini hanno diritto alla comprensione piena del tema, e alla possibilità di scegliere in totale libertà e coscienza. Sono loro i primi ad essere stufi del corrente circo delle menzogne, degli attacchi, delle improvvisazioni disperate e dei personalismi. Non dimentichiamoci mai che il primo avversario resta per tutti l'astensionismo. 
    Grazie

    Andrea Liparoto, Segreteria nazionale ANPI (Associazione Nazionale Partigiani d'Italia)

  • Anpi: confermata la posizione sui referendum e rilanciata la campagna firme

    Si è riunito oggi a Roma il nuovo Comitato Nazionale ANPI: confermata la posizione sui referendum e rilanciata la campagna firme.

  • Costituito il comitato per il NO alla riforma costituzionale

    In data 23 maggio presso la sede dell’Anpi di Osimo si è costituito il Comitato Referendario per il NO alla riforma costituzionale, alla presenza di un numero piuttosto cospicuo di soggetti.

    Dal dibattito è emersa la volontà di coordinare le iniziative referendarie della Valmusone nel suo complesso, facendosi capofila di quanti, individualmente o come associazioni, condividono tale percorso di difesa dei valori costituzionali. Gli slogan populistici e demagogici  che stanno martellando i cittadini italiani già in queste ore, secondo il comitato rischiano seriamente di condurre il paese ad una deriva in cui la sovranità verrà travasata dal popolo e dal Parlamento, all’esecutivo, anche a causa del combinato disposto con la legge elettorale.

    Una riforma che sconvolge in maniera tanto pesante il sistema di pesi e contrappesi oggi garantiti dalla nostra Carta, non può essere accettata per il semplice fatto che consentirebbe Il cambiamento ed una maggiore governabilità: aspetti senz’altro difendibili, ma che non possono andare a discapito di valori ben più irrinunciabili, quali il diritto ad una reale rappresentanza e ad una concreta partecipazione dei cittadini alle istituzioni democratiche.

    Sarà impegno del comitato promotore organizzare seminari di approfondimento, banchetti, incontri con relatori competenti, al fine di giungere quanto più informati all’appuntamento di ottobre, non mancando di farsi punto di riferimento di quanti sentiranno il bisogno di capire, senza essere travolti dai facili e semplicistici messaggi del fronte contrapposto, capaci di indugiare sul senso dilagante dell’antipolitica.

    Questo comitato avrà il compito di parlare il più diffusamente possibile nel merito di questa riforma che, e lo ribadiamo con forza fin da ora, non è e non sarà mai per noi un referendum pro o contro il governo e il presidente del Consiglio: per questo chiunque vi vorrà aderire lo farà a titolo personale indipendentemente dal proprio partito di appartenenza o di vicinanza.

    Coloro che vorranno invece seguirci, indipendentemente da un eventuale impegno diretto, potranno farlo seguendo le iniziative e le attività che verranno messe in atto a partire dal mese di giugno e che saranno pubblicizzate sulla pagina facebook  “Comitato Valmusone per il NO alla riforma costituzionale”.

  • Referendum. Scelte faticose.

    Abbiamo letto l'articolo di seguito su Rep.Tv e non riusco a non esprimere un giudizio che è un giudizio coerente con le idee per cui faccio politica, con le quali ho condotto l'ANPI di Osimo e della ValMusone. da ormai 40 anni sui miei 55 vissuti. Mi sembra estremamente ponderata la richiesta dell'ANPI nazionale fatta a quegli iscritti che hanno intenzione di aderire ai comitati del SI al prossimo Referendum costituzionale. In sostanza si chiede loro di non avvalersi del loro status di iscritti all'ANPI a suffragio della propria posizione. Una posizione, quella di Smuraglia, legittima, chiara e forte. Per la stessa coerenza, chi scrive si è autosospeso dal PD fino all'esito referendario al fine di rimuovere ogni dubbio o strumentalizzazione possibile nella campagna che è iniziata per il NO. Nonostante le dichiarazioni del segretario Renzi, non è un pronunciamento contro Renzi ma una non condivisione totale dei temi della riforma.  

    BOLOGNA - L'Anpi si divide sul referendum di ottobre per la riforma della Costituzione. E le prime crepe, seppur minoritarie, spuntano a Bologna. Mentre i vertici dei partigiani, dal presidente nazionale Carlo Smuraglia alla numero uno bolognese Anna Cocchi, si sono schierati per il "No" ai cambiamenti voluti dal governo Renzi, parte una raccolta firme per riunire i sostenitori del "Sì" proprio dentro l'associazione: "La bandiera dell'Anpi è anche nostra" lo slogan, come a rimarcare una frattura tra due parti al momento troppo lontane. Ma c'è di più: i "dissidenti" accusano provvedimenti disciplinari verso chi esprime opinioni contrarie alla direzione presa dall'associazione.


    La Cocchi, tuttavia, parla di "piccoli focolai" e risponde: "Il congresso di pochi giorni fa ha approvato al 97% questa posizione. I partigiani presenti, per motivi anagrafici, erano pochi, ma in cinque hanno preso la parola e in cinque si sono espressi contro questa riforma della Costituzione. Le persone che adesso protestano non si sono viste ai congressi sul territorio: sarebbero potute venire e, come iscritti, esprimere la loro posizione. Noi siamo un'associazione plurale, ma fatta di persone responsabili e coerenti".

    Nella rossa Bologna da giorni fioccano i comitati referendari, pro o contro il pacchetto di riforme di Renzi. Gian Luigi Amadei, già vicepresidente vicario dell'Anpi fino a settembre 2015 ed esponente locale del Pd, in queste ore ha lanciato la sua petizione su change.org: "Il Comitato nazionale ha deciso di schierare l'associazione all'interno dei comitati per il No, vietandoesplicitamente a iscritti e dirigenti di assumere pubblicamente posizioni difformi. È di questi giorni la notizia dei primi provvedimenti disciplinari verso dirigenti che hanno ritenuto di dovere manifestare il proprio orientamento a favore delle riforme, o che hanno chiesto una diversa gestione di questo delicato passaggio, rispettosa di tutte le opinioni e del diritto ad esprimerle pubblicamente. Come iscritti Anpi abbiamo pensato di fare sentire anche la nostra voce".

    Amadei critica inoltre la "struttura militare" dell'associazione in questa campagna referendaria. In ogni Festa dell'Unità, infatti, l'Anpi avrà i suoi banchetti per il "No". Ma a far rumore sono anche le parole di Smuraglia, riportate nella petizione, che di certo non lasciano spazio a fraintendimenti: "E' lecito anche avere opinioni diverse. Altra cosa però sono i comportamenti.  È certo che ognuno può pensarla come vuole; ed è altrettanto certo che, quando si voterà, ognuno sarà libero di votare 
    secondo coscienza.  Si può andare più in là di questo?  C’è da ritenere di no, perché altrimenti ne andrebbe della stessa immagine dell’Anpi.  Ovviamente, non sarà “punito” nessuno per averdisobbedito, ma è lecito chiedere, pretendere, comportamenti che non danneggino l’Anpi e che cerchino di conciliare il dovere di rispettare le decisioni, con la libertà di opinione".