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  • Partigiani settantanni dopo

    Il Comune di Osimo ha comunicato ufficialmente al partigiano osimano Orlando Duranti, classe 1927, il conferimento della Medaglia d'Oro di Civica Benemerenza.

    La cerimonia di consegna avverrà domani 17 settembre 2014 nella residenza municipale a partire dalle ore 21.

    Nel 70° della Liberazione Osimo ricorda quindi non solo quanti sono Caduti, resistenti, militari, civili, ma anche coloro che sono sopravvissuti alla lotta mettendo in seguito in atto anche la volontà di quanti invece non sono arrivati a godere del sacrificio sopportato.

    Diciassettenne, caratterialmente portato al senso di responsabilità e di solidarietà, per due volte si espose di persona al fuoco tedesco delle mitragliastrici per salvare un ferito tranciato appena fuori il rifugio e per provvedere a sfamare un neonato, rifugiato anconetano, in braccio alla mamma disperata e senza latte.

    Orlando, con il fratello Giuseppe, sfondò pure il portone del magazzino comunale davanti ai tedeschi provvedendo a distribuirne il contenuto alla popolazione. 

    Nel 1946 si iscrisse al PCI organizzando le prime feste di Giorni-Vie Nuove, passando per le innumerevoli Feste dell'Unità e continuando fino all'ultima Festa Democratica.

    Insieme a Guido Maggiori aiutò la composizione dell'associazionismo rurale a Osimo, anche se organettaio, andando per le campagne del circondario con la sua MV Agusta Pullman a raccogliere dai contadini la "quindicina", quota in grano, per l'Associazione dei Mezzadri appunto e anche per il PCI.

    Mai pago del proprio impegno, dopo il 1989 passò al PDS poi ai DS approdando al PD. E' tuttora iscritto alla SPI CGIL

    Nella vita Orlando era un ragazzo organettaio che tradusse a Castelfidardo , dopo la guerra, la sua eccezionale capacità innovativa, laddove apportò alcune modifiche alla fisarmonica, alcune delle quali ancora adottate.

    Per più di ventanni diresse una fabbrica, la Welson-Quagliardi" di Castelfidardo, lavorando in mezzo agli altri operai con lo stesso camice ma, non dimentico dell'impegno nella lotta partigiana, rappresentò nella stessa azienda la CGIL FIOM fino all'ultimo.

    Nel dopoguerra aiutò finanziariamente e senza interessi, lui che aveva un buon lavoro, i vecchi compagni di lotta aiutando questi a raggiungere la Francia, o ad acquistare una casa o, come nel caso della Cooperativa Facchini, per l'acquisto di un nuovo mezzo.

    Nel 1960 si sposa con Lina Buccolini figlia di Armando, socialista e antifascista, un manovale delle ferrovie licenziato nel 1924 dall'ente ferroviario insieme a tanti altri antifascisti per non aver sostituito i compagni in lotta.

    Una vita spesa per il lavoro, per la comunità, attraverso la partecipazione attiva alla politica cittadina, per la famiglia nel senso più largo della parola, non chiedendo nulla per sè. 

    Oggi Orlando, nonostante il fisico minato ma con una lucidità straordinaria, è impegnato nelle scuole o ovunque, nel territorio del Coordinamento, necessiti la testimonianza e il racconto di quella straordinaria storia di popolo quale la Resistenza: rispettato, quasi coccolato, dai giovani antiascisti dell'ANPI della vallata.

    Orlando insegna a tutti che non si può stare alla finestra ma, soprattutto, che in democrazia necessita il rispetto per le altrui opinioni, che vanno combattute anche aspamente se lo si ritiene opportuno, ma mai con la violenza foss'anche verbale o il dileggio.

     

    A nome dell'ANPI di Osimo e dei familiari

                      GRAZIE ORLANDO !

    Una nota. I familiari ringraziano il Sindaco Simone Pugnaloni e l'intera Giunta civica per la testimonianza anche di affetto nei confronti del nostro Orlando, conoscendone bene l'indole e il sacrificio speso in nome di ideali irrincunciali per il nostro paese, per la nostra comunità.

     

     Nella foto: foto storica dei partigiani osimani. Orlando è l'ultimo ancora vivente (primo a destra accosciato)

     

     

     

     

     

     

     

     

     

  • il conflitto nella valle del Basso Musone

    Pubblichiamo due carte militari raffiguranti l’area dell’azione polacca per la conquista, dopo Loreto, di Castelfidardo e Osimo (1-6 luglio 1944)

    La difesa tedesca reputò non renumerativa la difesa ad oltranza di Osimo che fi sgomberata nella notte tra il 5 ed il 6 luglio.

     

    ...segue

     

     

     

     

     

     

     

     

    Area dell'azione del Corpo Italiano di Liberazione sulla riva destra del Fiume Musone . L'obiettivo degli italiani era la conquista , il 17 luglio '44, di Rustico (Polverigi) per proteggere il fianco sinistro delle forze polacche che stavano attuando la manovra di rottura della Linea difesiva tedesca Edith.  

     

     

     

     

  • Il ricordo della Repubblica dell'Ossola

    Ricordiamo gli anni della nostra gioventù e tra quei ricordi c'è un film cui partecipò Stefano Satta Flores che solo la prematura scomparsa tolse una carriera artistica che sarebbe stata di eccezionale caratura. Rimane nella storia la sua partecipazione da protagonista nel film diventato un pilastro come "C'eravamo tanto amati" di Ettore Scola con Nino Manfredi, Vittorio Gassman Aldo Fabrizi, Giovanna Ralli e Stefania Sandrelli del 1974.

    Tanti altri successi più o meno importanti colse Satta Flores lavorando con alcuni tra i registi considerati le colonne del cinema italiano, dal 1962 fino praticamente alla sua prematura morte avvenuta nel 1985.

    Scorrendo adesso la lista della sua generosa opera di attore, compare anche lo sceneggiato tv cui facevamo riferimento sin all'inizio: "40 giorni di Libertà" con la regia di Leandro Castellani. Un bellissimo sceneggiato televisivo in bianco e nero girato sui giorni della Repubblica dell'Ossola liberata (dal 10 settembre al 23 ottobre 1944). A differenza di altre Repubbliche partigiane, la Repubblica dell'Ossola fu in grado, in poco più di un mese di vita, di affrontare non solo le contingenze imposte dallo stato di guerra, ma anche di darsi un'organizzazione articolata: venne istituita una Giunta provvisoria di Governo con commissari deputati all'amministrazione civile. Venne vietata l'esportazione di valuta e venne rinnovata la toponomastica della valle.

    Tornando alla produzione televisiva, che senza dubbio varrebbe la pena riproporre, questo portava con sè anche un bellissimo pezzo musicale di Giorgio Bertero e Gianni Guarnieri che riscuoterà un grande successo, cantato dalla mai dimenticata cantante Anna Identici che portava appunto lo stesso titolo dello sceneggiato televisivo.

    La sigla finale ed il commento musicale fu affidato invece a due grandi autori: i fratelli Guido e Maurizio De Angelis.

    Oggi la Repubblica libera dell'Ossola compie 70 anni e noi, legati al ricordo cui sopra e rivolgendoci alla menoria di quanti sono stati protagonisti di quella straordinaria esperienza e della rinascita del nostro Paese,  siamo felici che a ricordare quei quaranta straordinari giorni sia stato chiamato anche il comm. cap. della Guardia di Finanza e nostro collaboratore storico Gerardo Severino con una relazione sull'apporto delle Fiamme Gialle nell'azione di liberazione dell'Ossola dall'Armistizio dell'8 settembre all'aprile del 1945.

    Il settantesimo della Repubblica libera dell'Ossola verrà celebrato anche con tante altre iniziative legate al territorio e che evidenziamo ai nostri lettori con il programma completo.

    Questa ricorrenza esula forse dai nostri confini ma ci siamo sentiti in dovere verso una delle esperienze resistenziali più straordinarie vissute dal nostro Paese che, come lo sceneggiato, non merita davvero di essere dimenticata.

    •                                  Programma in pdf