Via Tasso, il ministro Franceschini visita il museo: "Il mio impegno inizia da qui"Il ministro Franceschini con il presidente del museo Parisella (ansa) Un blitz a sorpresa, secondo l'imprevedibile stile del premier Renzi. A improvvisare una visita al museo della Liberazione di via Tasso è stato, questa mattina, il neo-nominato ministro della Cultura Dario Franceschini. "Inizio il mio primo giorno da ministro qui da voi- ha detto Franceschini- che fra mille difficoltà avete tutelato questo luogo prezioso per la memoria e per il futuro".

Di domenica e ancora prima del passaggio di consegne con il predecessore Bray, Franceschini è arrivato al museo, carcere nazista dove tanti italiani vennero imprigionati, torturati, uccisi, a piedi. Ad accoglierlo all'ingresso c'era Antonio Parisella, presidente volontario di un museo sempre a corto di risorse e che tante volte, tra le polemiche, ha rischiato la chiusura.

"L'Italia è fatta di grandi musei, ma anche di piccole realtà come questa- ha sottolineato il ministro Franceschini- Il museo di via Tasso è uno dei luoghi importanti per conservare la memoria. E costruire il futuro significa conservare la memoria".

Armato di iPhone, il ministro ai Beni culturali durante la visita nelle ex carceri naziste ha fotografato i documenti delle sevizie e delle prigionie di circa duemila italiani che tra il settembre 1943 e il 4 giugno 1944 furono incarcerate dai nazisti.

Prima della visita Franceschini ha ribadito la sua intenzione di fare della cultura un ministero economico ("non è serie B"). Inevitabile la domanda dei cronisti sulle risorse: "Non credo nelle logiche rivendicative, il problema verrà affrontato collegialmente", ha risposto il ministro, che ha garantito che iRenzi "metterà la cultura al centro" della sua azione di governo.

La sua ricetta, intanto, è "coniugare la tutela dello straordinario patrimonio italiano anche con la valorizzazione, il paese deve investire su ciò che ha di più unico". Bisogna "crederci", aggiunge, "quando si hanno risorse limitate bisogna scegliere dove tagliare, dove non toccare nulla e dove investire, superando anche il tabù dei privati".

Durante la visita al museo della Liberazione il ministro Franceschini ha chiesto al presidente Parisella se siano stati mai cercati sponsor per aiutare finanziariamente il museo. E quando il presidente ha mostrato a Franceschini
un tricolore ricamato che fu sventolato nel giorno della Liberazione, il ministro ha ricordato n aneddoto familiare: "A Ferrara- ha raccontato Franceschini- la prima bandiera nel giorno della Liberazione l'ha fatta mia nonna e l'ha portata in piazza il mio papà".