75° della deportazione ebraica di Roma

Ricordiamo con sincera commozione quando Alberto Mieli ci narrò di come fu catturato da fascisti e nazisti. Una casualità. Lo prelevarono perché aveva in serbo nel taschino della giacca due francobolli della sottoscrizione per per un'organizzazione antifascista che aveva acquistato alla sala biliardo.   E' sempre utile ricordare, a questo punto della nostra italica storia non solo ai giovani, cosa avvenne poi alle 1259 persone, 689 donne, 363 uomini e 207 tra bambini e bambine, stipate su carri bestiame per giorni e giorni.  Oggi il Capo di questa nostra repubblica nata dalle sorti straordinarie del conflitto, cui contribuì l'antifascismo e la Resistenza degli italiani, ha ricordato quel terribile giorno dove la tutta la ferocia cui l'uomo può disporre ebbe il suo inizio contro quei 1259 esseri umani indifesi: solo in sedici fecero ritorno.

 

Di seguito la dichiarazione del Presidente Mattarella


"Davanti all'olocausto - abisso della storia - torniamo a inchinarci". Lo dice il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione del 75esimo anniversario della deportazione degli ebrei dal ghetto di Roma.

"Il 16 ottobre 1943 - prosegue - fu un sabato di orrore, da cui originò una scia ancor più straziante di disperazione e morte: la deportazione degli ebrei dal ghetto di Roma costituisce una ferita insanabile non solo per la comunità tragicamente violata, ma per l'intero popolo italiano. 

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